La genitorialità: un viaggio da fare insieme
La genitorialità è un viaggio.
E come ogni viaggio ha bisogno di mappe, soste, bei panorami e, soprattutto, di buona compagnia. A differenza di altri viaggi, però, in questo non si può tornare indietro. Se si sbaglia strada si può cambiare direzione, ma una cosa è fondamentale: mai mollare.
Spoiler: sì, sono in fissa con i viaggi
Li vedo ovunque.
Nelle scelte importanti, nei cambiamenti, nelle crisi, nelle rinascite. Per me la vita è un viaggio, e la genitorialità non fa eccezione. Anzi, forse è il viaggio più intenso, impegnativo e trasformativo che esista.
Un viaggio è sicuramente più bello in compagnia, ma la compagnia va scelta con cura. Perché se non è quella giusta, a volte è meglio partire da soli. Non si può obbligare qualcun altro a viaggiare alle nostre condizioni: non si divertirebbe lui e non ci divertiremmo noi. Vale per i viaggi, vale per la vita e vale anche per la genitorialità. Perché viaggiare insieme è meraviglioso solo quando si cammina nella stessa direzione, rispettando i tempi, i bisogni e i limiti di ognuno.
All’inizio serve supporto, soprattutto morale
La mamma attraversa momenti bellissimi ma anche profondamente complessi. Ha bisogno di essere ascoltata, confortata, accolta. Ha bisogno di confrontarsi con altre mamme per non sentirsi sola, di qualcuno che la aiuti a conoscere il suo bambino… ma soprattutto di imparare a fidarsi del proprio istinto. In questo viaggio, all’inizio, la mamma è come se avesse appena attraversato un confine importante. È stanca, emotivamente carica, spesso spaesata. Non ha bisogno di qualcuno che le dica dove andare, ma di qualcuno che cammini accanto a lei, ascoltando, senza giudicare.
È un processo delicato, che richiede tempo, presenza e tanto amore.
Il ruolo del compagno: esserci davvero
È fondamentale che la mamma senta forte il legame con il compagno, che è anche padre. Non deve sentirsi “aiutata”, ma compresa e riconosciuta come pari nel ruolo genitoriale. Deve potersi fidare di lui, sentire che non è sola nella responsabilità e nelle scelte. Il compagno non è un accompagnatore occasionale, ma un vero compagno di viaggio. Non può restare indietro né correre avanti. Deve camminare allo stesso passo, condividere le scelte, assumersi le responsabilità. Solo così il viaggio non diventa un peso per uno dei due.
La fiducia negli educatori e nella comunità
A un certo punto arriva il momento di affidare il proprio bambino ad altre figure educative. Ed è lì che nasce uno dei compiti più difficili per un genitore: scegliere gli educatori giusti.
Educatori che condividano gli stessi valori, che rispettino le scelte familiari e che accompagnino il bambino nella crescita. Oggi questo si chiama comunità educante: crescere insieme, accanto ai bambini, non al posto loro. Affidare il proprio bambino a un educatore è come scegliere chi viaggerà con lui in una parte del percorso. E scegliere male può far sentire soli anche quando si è in gruppo. Per questo la comunità educante non è un lusso, ma una necessità.
Grazie a questa fiducia, la mamma può tornare anche a sé stessa: riscoprire il proprio corpo, capire cosa desidera davvero, ridefinire il proprio equilibrio come donna e come madre.
Ogni fase ha le sue sfide
I nonni dicevano sempre:
“Bambini piccoli, problemi piccoli. Bambini grandi, problemi grandi.”
E avevano ragione. Come in ogni viaggio, ci sono tante tappe e tante strade possibili. Sta ai genitori scegliere quali percorrere. È difficile comprendere fino in fondo le scelte degli altri, ma nessuno dovrebbe giudicare: non è una gara.
Dovremmo restare uniti, per non perdere pezzi lungo la strada e per dare un buon esempio. Altrimenti, a perdere, saremo tutti.
Ohana vuol dire famiglia.
Famiglia vuol dire che nessuno viene lasciato indietro.
(Walt Disney)
Ogni genitore dovrebbe fare un grande lavoro su se stesso ed essere disposto a cambiare passo. Restare insieme non significa fare tutti la stessa strada, ma riconoscere che non possiamo imporre il nostro modo di viaggiare agli altri, nemmeno ai nostri figli, e accettare la strada dell’altro.
Il lavoro più importante del mondo
Essere genitori è uno dei lavori più sottovalutati che esistano: non è retribuito, ma è il più importante di tutti, perché stiamo formando le generazioni future.
È per questo che ho investito tanto nella mia formazione come madre. E, dopo aver fatto esperienza, ho scelto di dedicarmi ad aiutare altre madri e famiglie in questo percorso così complesso e meraviglioso.
Rallentare e tornare alle origini
Ho sempre amato viaggiare davvero, non da turista: conoscere le persone, il cibo, le tradizioni. Sono curiosa per natura, e lo sono anche come genitore. Leggo, mi informo, mi formo.
Ciò che sento più vicino a me è il contatto con la natura. Mi sono trasferita in Sicilia perché non riuscivo a immaginare di crescere i miei figli tra cemento e smog. È vero, lì c’erano più servizi… ma mancavano le cose essenziali: l’aria, il mare, il buon cibo, la casa della nonna.
Oggi più che mai sento che abbiamo bisogno di rallentare e tornare alle origini.
Lasciamoci guidare dai bambini
I bambini sono puri. Se impariamo ad ascoltarli, possono riportarci sulla strada giusta.
Loro affrontano una cosa alla volta, rispettano i propri tempi, non portano rancore, usano la fantasia e vedono possibilità dove noi vediamo confini.
Affrontano sfide ogni giorno, anche quando a noi sembra che stiano solo giocando.
E io, sinceramente, voglio continuare a giocare con loro.
Una community per crescere insieme
Dobbiamo sostenerci, incoraggiarci, creare una comunità reale e anche digitale per crescere i nostri figli. Il web oggi può essere uno strumento prezioso.
Sono felice che facciate parte di questa community. Spero che nei miei contenuti possiate trovare supporto, spunti e conforto, così come io trovo in voi forza, fiducia e motivazione per continuare a credere nei miei sogni.
Essere genitori significa anche accettare che non tutti viaggeranno con noi fino alla fine. Alcuni scenderanno, altri saliranno. L’importante è scegliere con consapevolezza chi cammina accanto a noi, perché la compagnia sbagliata può farci perdere il senso del viaggio.
Proprio perché è molto difficile, io e il papà dei miei figli ci siamo separati ma continuiamo nel limite del possibile ad essere genitori uniti per il bene dei nostri figli a cui vogliamo un mondo di bene.
Forse sono davvero in fissa con i viaggi.
Ma se c’è una cosa che ho imparato è che un viaggio fatto con le persone giuste può cambiarti la vita, mentre farne uno forzato può farti perdere te stessa.
E nella genitorialità, più che in ogni altro viaggio, questo fa tutta la differenza.
Io sono qui, sempre, con la mia professionalità e la mia passione per le donne, i bambini e le famiglie… ora mi troverete più sui social e in giro che in presenza ma risponderò come sempre ad ogni vostra esigenza.
Scrivete nei commenti cosa ne pensate e di cosa vorreste parlasse il prossimo articolo.

